YariDG – Jari Di Giampietro

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Yaridg, al secolo Jari Di Giampietro, è un giovane artista pescarese. Nei suoi lavori sono presenti infinite sfumature ed è possibile percepire una sorta di “melting pot” di tecniche diverse, che vanno dal classicismo alla pop art. Yari sembra muoversi a proprio agio in qualsiasi campo:

“Si tratta di un giusto equilibrio. 
Odio gli estremismi perché ignoranti, non sopporto chi rifiuta la tradizione perché giudicata erroneamente vecchia tentando di inventare soluzioni contemporanee che di originalità hanno ben poco, cosi come odio chi nega la modernità soffocandosi tra gli antichi successi.
 L’arte è un percorso che va a pari passo con l’ingegno umano e le sue emozioni, sin dal primo e affascinante graffito primitivo ad oggi, non c’è nulla di vecchio n’è di nuovo, ma solo una costante ricerca nella quale continuare a crescere.”
E la sua storia, infatti, si svolge percorrendo strade tra diverse tecniche e diversi stili attraverso un’instancabile ed estrosa ricerca figurativa.
 Tre sono i filoni che segue: le illustrazioni, le grafiche e i quadri a olio. Gli approcci sono diversi, anzi forse opposti, ma assolutamente complementari tra loro: si passa da forti tinte pop-surrealiste a un gusto un po’ splatter, dalla pittura iperrealista e ricca di dettagli a toni sarcastici e provocatori.
“Ho sempre portato avanti una ricerca figurativa a trecentosessanta gradi, tanto tecnica quanto espressiva, spaziando tra discipline, tecniche e tematiche differenti. 
Odio la calcificazione creativa perché altrimenti non ci sarebbe crescita artistica, bisogna essere curiosi!”
Le grafiche sono riflessioni che indagano l’agire umano nella vita quotidiana. Si tratta di acquerelli in cui vengono raccontati frammenti di vita dei personaggi più diversi: una signora che fa le faccende domestiche, un prete seduto a tavola, un uomo intento a preparare un barbeque, ragazze felicemente sedute sui prati. Ma queste scene apparentemente tranquille sono caratterizzate da una vena assolutamente macabra: infatti la passione di Yari per l’anatomia umana porta questi personaggi a “spogliarsi” della loro stessa pelle, ed ecco che ad esempio la signora stende un suo polmone mentre contenta fuma una sigaretta, che l’affamato uomo al barbeque cucina le sue stesse viscere.
Ma tale brutalità viene trasferita sul foglio attraverso le atmosfere caratteristiche delle vignette dei fumetti, usando colori vivaci e allegri; i personaggi poi assumono delle espressioni talmente grottesche che sebbene splatter il risultato finale è qualcosa di assolutamente divertente e super ironico. In questo modo, e senza mai prendersi troppo sul serio, riesce a raccontare i paradossi della vita di tutti i giorni, a leggere gli sterotipi che ci circondano.
La serie delle illustrazioni ha un po’ lo stesso carattere: diversa è la tecnica, matita su carta, diversi i soggetti, come i miti greci rappresentati nella loro allegorica follia.
Il terzo filone riguarda i dipinti ad olio. Le serie di dipinti che produce negli anni, mostrano come sia sacra per lui questa tecnica. Non ci troviamo più difronte ad immagini volutamente provocatorie e sarcastiche, bensì a veri e propri frammenti di realtà raccontati con una fortissima attenzione ai particolari. Non dimentichiamoci che Yari si definisce un Osservatore…ciò che lo circonda viene quindi riportato attraverso i colori e i pennelli con la stessa veridicità di una macchinetta fotografica. Si tratta di oggetti, di porzioni di luoghi, di porzioni di corpi. Ritratti di cose ed elementi necessari all’artista per studiare la luce e lo spazio, per cercare di comprendere come le cose e le persone interagiscono con la realtà che le circonda.
Tra queste serie prodotte, c’è quella dedicata alle mani: “Le mani sono lo strumento con le quali creo e dipingo; sono sempre stato affascinato da esse e dal loro “carattere figurativo” quasi fossero visi da ritrarre con le stesse emozioni in base al loro contorcersi e rilassarsi, indicando un punto o chiudendosi in un pugno. Dunque è una ricerca tanto tecnica quanto espressiva.”

 

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About the Author : valerio vetrano

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